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31/10/2017 12:20

Comunicato Stampa

Le buone pratiche dell’Area Marina Protetta delle Egadi applaudite a Xàbia, al Forum Mediterraneo delle Destinazioni Sostenibili

Si è tenuto a Xàbia (Spagna, Provincia di Alicante), il 26 e 27 di ottobre, un importante evento organizzato dalla locale amministrazione, che ha visto partecipi diversi attori di rilievo internazionale, esperti di turismo e di gestione di aree protette.

L’Area Marina protetta delle Isole Egadi è stata invitata dall’organizzazione a partecipare alla tavola rotonda sulla gestione sostenibile degli spazi costieri, quale esempio di buone pratiche. Per l’ente è intervenuto il dott. Pietro La Porta, che ha illustrato le best practice dell’AMP, in particolare in materia di turismo sostenibile. Fra gli aspetti di maggiore impatto, che hanno destato molta curiosità ed apprezzamenti dai numerosi partecipanti al Forum, la gestione della nautica da diporto, attraverso i campi boa che preservano le praterie di posidonia, polmone di ossigeno del nostro pianeta.

Nell’ambito del FORUM, a testimonianza dell’importanza dell’evento, è intervenuto anche il presidente della Regione Valenziana, Ximo Puig Ferrer, che ha sottoscritto con il sindaco di Xabia, Jose Francisco Chulvi Español la “Carta de Xàbia por el Turismo Mediterráneo Sostenible”.

“Siamo molto onorati – dichiara il Sindaco del Comune di Favignana e Presidente dell’AMP, Giuseppe pagoto - di essere stati invitati dall’Amministrazione di Xabia come esempio in Europa da seguire. Ringrazio, a nome di tutta la comunità delle Egadi, il sindaco di Xabia, Sig. Jose Chulvi, che spero di ricambiare al più presto. Questi riconoscimenti, anche internazionali, testimoniano il grande sforzo che stiamo facendo nel preservare il nostro mare e i risultati raggiunti in questi anni dall’Area marina protetta.”

“Il messaggio che arriva dalla Spagna – conclude Pagoto - è che ci troviamo, a livello di bacino del Mediterraneo, in un contesto ambientale molto fragile e che bisogna pensare a quale modello di sviluppo indirizzarci, prima che lo sfruttamento delle risorse arrivi ad un punto di non ritorno. Lo dobbiamo al nostro mare e alle future generazioni”.